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Benissimo!
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1_GIUS_19240420_1_0.pdf
Tipo: PDF
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ID
1_GIUS_19240420_1_0
Autore
Giacomo Matteotti
Titolo
Benissimo!
Data di pubblicazione
20 aprile 1924
Pubblicazione
La Giustizia. Organo dei socialisti di Reggio Emilia
Pagine
1
Fonte
Biblioteca Panizzi - Reggio Emilia
Testo
Alla Direzione del Partito Comunista - Roma.
Riceviamo la vostra lettera contenente la solita proposta poligrafata per tutte le occasioni. L’esperienza delle altre volte e dell’ultima in particolare, ci ha riconfermati nella convinzione che codeste vostre proposte, apparentemente formulate a scopo di fronte unico, sono in sostanza lanciate ad esclusivo scopo di polemica coi partiti socialisti e di nuove inutili, dispute.
Ciò può recare piacere e vantaggio a voi, come al governo fascista dominante con gli stessi metodi di dittatura e di violenza che voi auspicate. Ma non fa piacere né a noi, né alla classe lavoratrice, che subisce il danno delle vostre disquisizioni e dei riaccesi dissensi.
Chi ha moltiplicato e inasprito le ragioni di scissione e di discordia nella classe lavoratrice è inutile e ridicolo si torni a camuffate da unitario e da «fronte unico».
Restiamo ognuno quel che siamo: Voi siete comunisti per la dittatura e per il metodo della violenza delle minoranze; noi siamo socialisti e per il metodo democratico delle libere maggioranze.
Non c’è quindi nulla di comune tra noi e voi.
Voi stessi lo dite ogni giorno, anzi ogni giorno ci accusate di tradimento contro il proletariato. Se siete quindi in buona fede, è malvagia da parte vostra la proposta di unirvi coi traditori; se siete in mala fede noi non intendiamo prestarci ai trucchi di nessuno.
Perciò, una volta per tutte, vi avvertiamo che a simili vostre proposte non abbiamo nulla da rispondere.
Tanto per vostra norma e definitivamente; e indipendentemente da quella che sarà la decisione della nostra Direzione intorno alla festa del 1. Maggio.
Riceviamo la vostra lettera contenente la solita proposta poligrafata per tutte le occasioni. L’esperienza delle altre volte e dell’ultima in particolare, ci ha riconfermati nella convinzione che codeste vostre proposte, apparentemente formulate a scopo di fronte unico, sono in sostanza lanciate ad esclusivo scopo di polemica coi partiti socialisti e di nuove inutili, dispute.
Ciò può recare piacere e vantaggio a voi, come al governo fascista dominante con gli stessi metodi di dittatura e di violenza che voi auspicate. Ma non fa piacere né a noi, né alla classe lavoratrice, che subisce il danno delle vostre disquisizioni e dei riaccesi dissensi.
Chi ha moltiplicato e inasprito le ragioni di scissione e di discordia nella classe lavoratrice è inutile e ridicolo si torni a camuffate da unitario e da «fronte unico».
Restiamo ognuno quel che siamo: Voi siete comunisti per la dittatura e per il metodo della violenza delle minoranze; noi siamo socialisti e per il metodo democratico delle libere maggioranze.
Non c’è quindi nulla di comune tra noi e voi.
Voi stessi lo dite ogni giorno, anzi ogni giorno ci accusate di tradimento contro il proletariato. Se siete quindi in buona fede, è malvagia da parte vostra la proposta di unirvi coi traditori; se siete in mala fede noi non intendiamo prestarci ai trucchi di nessuno.
Perciò, una volta per tutte, vi avvertiamo che a simili vostre proposte non abbiamo nulla da rispondere.
Tanto per vostra norma e definitivamente; e indipendentemente da quella che sarà la decisione della nostra Direzione intorno alla festa del 1. Maggio.